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BASTA KON LA SPERIMETAZZIONE ANIMALE KE E’ INUTILE E KRUDELE!!!!! INFORMATEVI, INNIORANTI!!!!! IO LO SO XKE’ LO’ LETTO SU FACEBOOK!!!!!
(Rigorosamente in maiuscolo, con le kappa e tanti punti esclamativi, che così fa più effetto.)
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Questo può grossomodo riassumere il livello dell’attuale clamore sorto attorno alla sperimentazione animale.
Clamore dovuto, ricordiamo, al fatto che giornali e tg, non avendo un cazzo da raccontare, abbiano eletto la faccenda a questione calda del momento. Questione che probabilmente occuperà gli onori di cornaca finchè la velina di turno non si farà montare da qualche calciatore analfabeta, rubando la scena ai poveri cuccioli di beagle di Green Hill.
Perchè questo siete, voi animalisti improvvisati. Un semplice branco di pecoroni che vanno dove li guida il pastore. Siete lo squallore dell’animalismo per moda, senza raziocinio e senza conoscenza, trainato dai media che ne fanno del gossip più o meno al livello del culo di Pippa Middleton, della vita di coppia di Brad e Angiolina, delle tamarrate di Balotelli o della farfalla di Belen. Leggi tutto »

Successe che un giorno un bambino cominciò ad andare a scuola e, confrontandosi per la prima volta con i coetanei, scoprì di essere diverso, incontrando seri problemi di comprensione, apprendimento e relazioni sociali. Non è dato sapere se fossero conseguenza di forte deficit intellettivo, devianze psicologiche o sviluppo difficile, dovuto ad un ambiente domestico particolarmente degradato. Molto probabilmente, si trattava di una buona commistione delle tre concause.
Fatto sta che fu alfine deciso di assegnargli un’insegnante dedicata, ascrivendolo ufficialmente al pubblico registro dei bambini scemi.
Gli anni passavano e, non più bambino ma ormai adolescente, era sempre più conscio della sua invalidante inadeguatezza, inanellando un fallimento dietro l’altro, sul campo degli studi, del lavoro, dei rapporti con l’altro sesso e di qualunque tipo di attività sociale o intellettiva.
Solo, deriso ed emarginato dalla società, scoprì infine un luogo dove gli svantaggiati come lui si ritrovano periodicamente per sentirsi liberi di dare sfogo ai propri elementari istinti di rivalsa, in un collettivo amalgama di latente omosessualità: lo stadio.
Questo è grossomodo ciò che immagino essere il background biografico dell’ultrà medio, se escludiamo le molestie sessuali subite dallo zio.
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Guardati, fai schifo! Sei uno spregevole e inutile rifiuto! Non vali neanche lo sporco che ho sotto la suola delle scarpe! Spero di vederti morire, disgustoso lurido verme strisciante senza dignità!
Con queste parole, quella insensibile concluse il carico di offese che mi urlava sadicamente addosso da almeno venti minuti. Dopodichè mi sputò in faccia con disprezzo e mi colpì a tradimento con una ginocchiata tra le gambe. Sentii una terribile esplosione di dolore al basso ventre e crollai a terra svenuto.
Ripresi conoscenza dopo circa un quarto d’ora, sdraiato nudo sul freddo pavimento e pieno di lividi ovunque. Mi alzai dolorante togliendomi la ball gag (per voi ignoranti), mi rivestii, pagai la Sadika Mistress e me ne andai discretamente soddisfatto.
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2 morti e 561 feriti per i botti di Capodanno. Un bollettino di tutto rispetto, a solenne testimonianza di quanto, anche questo nuovo anno, sia stato accolto come si deve.
Ricordiamo però che, per quanto i botti e razzi siano utilissimi per cagionare spassose amputazioni di dita a caso, e pare anche per spaventare i cani, soltanto i mediocri si limitano a queste due banali attività di routine. I più ingegnosi hanno occhio per vedere ciò che gli altri non vedono, ipotizzare nuovi scenari e nuove applicazioni, innovare e mostrare al volgo le infinite possibilità del caso.
Come per esempio cacciarsi petardi in culo e arrostirsi sfintere e prospicenti zone.
Laydo si unisce agli inutili festeggiamenti recuperando una chicchina dei tempi andati, e vi augura un buon 2012 pieno di risate inopportune, denigrazione del prossimo e sdegno di chi vi circonda.
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Ho passato il pomeriggio dell’ 11/11/11 mollemente sbracato sul sofà del mio salotto, dando indolenti boccate ad una ininterrotta serie di sigarette e cercando, con malcelata noia, di dimostrarmi interessato all’apologia che la madre del Gabbo mi stava facendo del suo bravo figliuolo. Dopo un pistolotto di un’ora con cui aveva cercato di convincermi a farmi una famiglia. Tutto questo mentre io fantasticavo su Gheddafi che limona duro col papa, tastandogli il culaccio grinzoso.
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-Il mio povero bambino… ucciso da un pazzo assetato di sangue…
-Su… fatti forza, madre del Gabbo. Nonostante mi rivolga a te, appellandoti in modo generico e impersonale, principalmente perchè non ho la benchè minima idea di come cazzo ti chiami, posso assicurarti che ti capisco e ti comprendo con tutto il cuore. Uno dei miei cinque bambini è venuto a mancare proprio sette giorni fa.
-Ma Jacopo, tu non hai bambini.
-Hai guardato in cantina?.
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Se vuoi vendere merda, è bene che tu la faccia pagare tanto. E questo per molteplici motivi.
Intanto per la caprina quanto diffusa equazione del “costa di più, quindi è meglio”. In aggiunta a questo, quanto ti accogerai di essere stato gabbato e aver comprato fumante sterco, non ammetterai facilmente di aver buttato i tuoi soldi ai maiali, e continuerai a difendere la tua meschina scelta con motivazioni degne di un qualunque fan ritardato di Vasco Rossi.
In questa ardua impresa ti verrà in aiuto la preimpostata risposta di default: voi criticate la Apple perchè non potete permettervi i suoi prodotti. Risposta che vi fa sentire vittoriosi, trionfanti e orgogliosi del vostro adesivo con la mela attaccato dietro all’auto, ma che suona più o meno come voi mangiate succose e succulente bistecche perchè non potete permettervi una misera porzione di merdosissimo pesce crudo al ristorante giapponese.
Proprio parlando del prezzo, voglio informarvi sulla prima inculata di cui siete stati fatti oggetto. Il vostro bellissimo iPhone 4 a 8 GB è in vendita su Apple Store Italia alla discutibile cifra di 549 euro. Ovviamente è discutibile solo per i poveri e i pidocchiosi morti di fame che non possono permettersi un simile capolavoro di tecnologia, che vale senza ombra di dubbio ogni centesimo del suo prezzo.
In realtà, si tratta di un prezzo più che adeguato e ragionevole, dico bene?
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Oggi parliamo di svantaggiati.
“Uh, ma che novità!” direte voi, “In genere si parla di premi nobel…”.
No no, oggi ritorniamo ad un tema già trattato in passato, ma che i suddetti diversamente abili mantengono attualissimo di anno in anno, a inequivocabile testimonianza del loro sacrosanto diritto a ricevere ospitalità in un qualche centro ricco di gente che sbava, parla con le mosche e gioca con la merda.
Parliamo di catene di Sant’Antonio, nella fattispecie di una che gira ormai da anni ma che ultimamente è tornata alla ribalta, facendola da padrona su Facebook: la catena su come fare a pagare meno la benzina.
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